Scalpo: Usanza Indiana?

November 30, 2015

 

Lingue, occhi, mani, piedi, orecchie...dalla Preistoria in poi l'uomo ha sempre collezionato prezzettini dei propri nemici, vuoi per credenza religiosa che come  occulta arma terroristica nei confronti dei propri subordinati.  Le leggi del Taglione ne sono un esempio eccellente, ma la storia umana si allarga all'evirazione auto o etero prodotta, un' usanza ancora praticata da alcuni popoli Africani. E che dire del taglio delle teste dei re dell'Abomey che, fino all'altro ieri, le regalavano ai loro alleati Europei in segno di omaggio?
Insomma un panorama raccapricciante che non esclude neanche il Vecchio Testamento e che chiaramente comprende anche le vittime sacrificali, maschi e femmine, presenti in Ogni religione del passato. La maggior parte di tali pratiche, conosciutissime anche in epoche moderne, non hanno mai indignato apertamente l'opinione pubblica, esattamente come oggi nessuno inorridisce davanti alle empietà e ai genocidi perpetrati ogni giorno nei confronti di  popolazioni inermi .
Tuttavia, la pratica dello " scalpo " degli Indiani d'America fu uno dei punti salienti su cui si incentrò la campagna di sterminio del Governo Americano, ed elemento scatenante di quell'odio palpabile tra Nativi e Pionieri. Come mai?
La storia . soprattutto quella Americana, è piena di ipocrisie. La verità sta nel fatto che gli Indiani d'America non erano popolazioni bellicose. Dal primo istante in cui gli Europei misero piede in America, nel sud come nel nord, gli indigeni si erano mostrati aperti e cordiali nei confronti di questi uomini dalla pelle bianchiccia, spesso erroneamente considerati Dèi.
 Esistono troppi diari di avventurieri e .viaggiatori  che ci parlano di commerci e trattati di alleanza per nasconderci dietro la volontà di credere che i Pellerossa fossero uomini assetati di sangue.
Il mistero del loro eccidio sta, come al solito, nella sete di denaro e terra, un atteggiamento purtroppo  coadiuvato dalle Chiese portanti occidentali, Cattolica e Protestante, sul cui potere temporale spesso si sorvola.
L'America, con le sue enormi praterie, le riserve d'acqua e le gigantesche miniere di metalli preziosi era una preda troppo golosa per farsela scappare: peccato fosse piena di Nativi! 
Fu quindi intessuta dalle potenze occidentali, nessuna esclusa, una campagna pubblicitaria ad ampio raggio contro le usanze indigene , mostrate al grande pubblico come " empie, scellerate e peccaminose ".

 

 

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 Nel 1500 furono fatti fuori i discendenti di civiltà altamente evolute come gli Incas, troppo pieni d'oro e diamanti per lasciarli sopravvivere. In seguito si passò a razziare gli Stati del Nord per privare gli Indiani delle loro terre.
Tuttavia era politicamente necessaria una motivazione concreta per giustificare l'eccidio; per gli abitanti del sud America fu relativamente facile, data la loro abitudine di sacrificare i propri confratelli estirpandone il cuore, al fine di propiziarsi gli dei e ottenere buon raccolto e numerosa selvaggina.
Si gridò all'aberrazione e quando la Chiesa stessa partecipò allo sterminio " per salvare le loro anime pagane e strapparle al demonio" nessuno Stato Occidentale ebbe nulla da dire, mentre si spartivano le ricchezze degli Indios. La parola eccidio fu quindi mutata in

" conversione ", tanto più che le vittime venivano regolarmente battezzate prima di ucciderle. Non male per Stati come Spagna e  Portogallo, dominate da un'Inquisizione fiorente  che all'epoca torturava sgozzava e squartava in pubblico eretici streghe e dissidenti!
Il Papa aveva benedetto la colonizzazione dell'America già nel 1494 con il trattato di Tordesillas "assegnandola" alle grandi potenze Cattoliche  ufficialmente per prevenire una guerra di religione in Europa; in realtà il Papa lo fece per mantenersi il suo trono , in pericolo costante tra quelle due teste calde delle sue Potenze Paladine. Risolto quindi il problema degli Stati del Sud si pensò come appropriarsi di quelli del Nord, senza perdere troppo la faccia e senza fornire un'arma futura agli avversari  macchiandosi apertamente di genocidio.
In lizza per l'appropriazione  Francia e Inghilterra, che dalla Guerra dei Cento Anni in poi si scazzottavano regolarmente su suolo Europeo per questioni di predominio. A onor del vero l'Inghilterra aveva messo le zampe sull'America per prima, istituendo una politica egemonistica di tutto rispetto; tuttavia l'America era inizialmente anche un'immensa zona libera, facile da raggiungere dopo le sapienti indicazioni di Colombo e dei grandi navigatori venuti dopo come Vespucci e     , che la descrivevano come la famosa terra da cui " grondavano latte e miele ". Un'orda di Europei, per conto degli Imperatori o per interessi privati si precipitarono quindi in America, iniziando a confrontarsi con i suoi Nativi.

 

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               Ad esempio :       L'America prima e dopo Colombo 

 

Per non essere  " ingoiata " da tutta questa folla di gente che si stabiliva in loco l'Inghilterra iniziò quindi, con l'aiuto della Chiesa Protestante che già vi aveva inviato i suoi emissari per portare agli indigeni la Buona Novella, una campagna pubblicitaria di vaste dimensioni stimolando i poveracci Inglesi a trasferirsi in loco per 
" popolarla ". L'Inghilterra infatti, con tutte le sue arie da gran dama e le prime avvisaglie della Rivoluzione Industriale, era piena zeppa di gente che non aveva come sfamarsi e che quindi indugiava in pericolose attitudini. La criminalità era la piaga principale seguita a ruota da malattie dovute all'alcool e alla promiscuità sessuale. L'idea di mettere un freno a tutto questo facendosi promotrice di un trasferimento di massa, sovvenzionando gli emigranti che ricevevano una somma di denaro, una piccola porzione di terra e tutto il supporto del Governo per iniziare una nuova vita in America, fu una trovata geniale. Fu così che in un batter d'occhio il nuovo continente si popolò di Inglesi i quali, grati a Sua Maestà, condividevano Leggi e Costumi della Madre Patria alla quale rimanevano politicamente e concretamente legati. Il piano originario prevedeva che l'America divenisse una seconda Inghilterra, con il vantaggio di essere una terra ricchissima , in grado di stabilirne il potere assoluto di fronte all'Europa. Ma la storia insegna che non fu così e che anzi, in seguito al trattato di Indipendenza Americana del 1799, l'Inghilterra dovette mollare la presa.
Agli inizi del 1800 l'America del nord era già popolatissima di Europei e spesso della peggiore risma: accanto ai poveracci , ai Missionari e agli imprenditori folleggiavano allegramente mercenari, banditi ed ex galeotti che sul nuovo Continente ci erano arrivati coi piedi loro per sfuggire alle condanne in Europa o, peggio ancora,
" ci erano stati mandati.". Fu proprio questa masnada puzzolente, ubriacona e selvaggia a costituire le fila del Primo Grande Esercito del  Governo Americano e ad occuparsi del definitivo annientamento dei Nativi Americani. Eh si, perchè dall'arrivo degli Europei in America,  e vale a dire dal 1494, e fino alla chiusura delle frontiere datata 1890 si stima che ben 150 milioni di Indiani siano stati fatti fuori in base alle leggi di questo o di quel governo.

 

 


Le guerre contro gli Indiani erano cominciate da subito ma spesso mantendosi entro limiti territoriali ristretti. Una stima a parte spetta alla Spagna che, come abbiamo visto, in meno di due secoli aveva già sterminato i due terzi delle popolazioni del Sud America. A questo Stato Cattolico spetta quindi la palma di Miglior Sterminatore dei Nativi.  Quasi a pari merito troviamo Inglesi Francesi e Olandesi mentre all'ultimo posto troviamo proprio l'Esercito Americano, il quale comunque  dette il taglio finale all'opera.
L'usanza dello scalpo fu una delle primissime novità per gli Europei, che ne vennero a conoscenza quasi subito data l'abitudine dei Nativi di decorarsene il corpo o ricavarci variopinti copricapi.
L'usanza non li gettò nel terrore e neanche nel disgusto visto, che per motivi commerciali, soprattutto Francesi e Olandesi li fequentavano ogni giorno.  Lo scalpo infatti era un semplice trofeo di guerra, che veniva prelevato alla vittima  dopola sua uccisione in battaglia. La pratica era in parte legata a motivi religiosi  ( per gli Indiani i capelli erano simbolo di virilità) ma in larghissima parte si trattava di una specie di " segnapunti " per dimostrare, davanti alla tribù, il proprio valore in battaglia. D'altra parte lo scalpo non era nemmeno un'usanza tipicamente Indiana ma probabilmente d'oltreoceano, visto che gli Sciiti ne facevano larghissimo uso, così  come in seguito anche i Giudei.  Tra gli Indiani lo scalpo era oggetto di severissime regolamentazioni che ne impedivano il prelievo ad individui ancora vivi e limitandone l'uso alle battaglie e ai doli nemici.  Nessuna questione interna poteva mai essere sanata con il prelievo dello scalpo e men che mai nell'ambito della tribù di appartenenza: chi indugiasse su questa pratica per motivi puramente personali veniva immediatamente bruciato vivo  e cancellato pubblicamente dal ricordo della sua gente.
Lo scalpo era quindi simbolo di virilità e doti guerriere: i  più ambiti erano chiaramente quelli di nemici forti e giovani dotati di folta capigliatura, mentre erano severamente vietati quelli fatti su donne e bambini. Ne va da se che l'immagine del bieco Pellerossa colto nell'atto di scotennare una giovane fanciulla Europea fu un'enorme bufala, atta a far inorridire l'opinione pubblica  e a giustificare il massacro dei Nativi.

 

 


E' interessante notare che, fino alla venuta degli Europei in America, l'usanza dello scalpo era praticata in aree ristrette e molti Nativi non la conoscevano neppure ; fu solo in seguito che si diffuse a macchia d'olio su tutto il territorio Americano,  su preciso stimolo del Governo che lo diffuse  abilmente.   Il promotore di questa bella usanza fu Willem Kieft, che fu Governatore della Nuova Olanda a metà del 1600, il quale  pagava una bella cifra ad ogni malvivente  che gli portasse uno scalpo Indiano. Le colonie Inglesi non furono da meno e nel 1703 il Massachussetts pagava 60 dollari per lo scalpo, copiato poi dai Francesi che iniziarono però a ricompensare gli stessi Indiani per ogni scalpo dei loro avversari, i Beothuk di Terranova. Quando scoppiò la guerra Franco- Inglese  per il predominio sulle terre del nord i Francesi si allearono con alcune tribù promettendo loro benefici e pace in cambio degli scalpi dei loro nemici Inglesi. Questi ultimi, per non essere da meno , si allearono con gli Indiani Irochesi ottenendone gli scalpi Francesi. Infine entrò in scena anche l'esercito Americano che si servì largamente di questa pratica sia durante la guerra di Indipendenza che in quella di secessione che in quella, spietata, contro il Messico.  Contravvenendo a qualsiasi regola Indiana e mettendo anche tribù contro tribù gli Europei estesero la macabra pratica a donne e bambini, e con un prezzario ben stabilito:nel 1775  infatti un proclama della Camera di Consiglio di Boston fissa a 40 dollari uno scalpo di Indiano maschio adulto,a 20 quello di una donna e a solo 12 lo scalpo di un bambino.

 

 


Chiaramente ciò dette il via a ciò che comunemente si intende per 
" caccia allo scalpo ", che riguardò non più solo Indiani contro Indiani o Esercito contro Esercito ma , tristemente, civile contro Indiano, Indiano contro Pionieri e civili contro civili. Nacque un vero e proprio commercio degli scalpi , che venivano raccolti da grossisti del settore, impacchettati,  imballati in centinaia di pezzi e spediti , di volta in volta, ai vari Governi centrali o Europei. Costoro spesso li rivendevano a Scuole, Università, privati o li esponevano nei musei, dietro pagamento.
Così , allo scopo di livellare il mercato e offrire prodotti di buona qualità con taglio perfetto e facilmente vendibili, fu anche offerta agli Indiani che lo praticarono la tecnologia del Vecchio Mondo: ottimi coltelli di fattura squisitamente Inglese che portavano inevitabilmente sulla lama le sigle G.R. Si trattava di un grosso coltello da macellaio che inizialmente veniva regalato agli Indiani e in seguito venduto a caro prezzo, pena l'esclusione dal giro di compravendita. La fabbrica, statale ,era di Sheffield e  si trovava in Inghilterra; gli Indiani ,ottenuto il coltello, lo impreziosivano con bellissimi foderi manufatti od orpelli ricavati dalle ossa di animali. Non di rado le custodie venivano vendute a parte a collezionisti di materiale..etnico.  A differenza di quanto accadeva coi coltelli Indiani, rozzi e che 
" segavano " la pelle piuttosto che tagliarla, questi lucenti coltelli concedevano un prelievo senza errori e tale da poterlo  inserire in 
" graziose cornicette " ( dei cerchietti per capelli) il cui diverso colore identificava anche la provenienza dello scalpo e la modalità utilizzata per ottenerlo. 
Insomma una vera e propria " denominazione d'origine controllata " che si poteva riassumere così:
cerchietti da 10 cm.
                                 nero .    Si tratta dello scalpo di un soldato
                                 rosso .  Scalpo di uomo Indiano
                                 verde.   Scalpo di  vecchio Indiano
                                 Blu.       Scalpo di  donna Indiana.
                                 Bianco. Uomo bianco

Esistevano anche cerchietti più piccoli, da 5 cm., che reggevano lo scalpo di bambini e adolescenti.  Non erano preda ambita e venivano sottopagati ma..tutto fa brodo, no?

Anche la pelle che rimaneva attaccata ai capelli veniva colorata per indicare cose diverse. Ad esempio:

Pelle dipinta di        Rosso.     Si tratta dello scalpo di un Ufficiale
                                      Marrone.  Agricoltore ucciso in casa
                                     Verde.     Agricoltore ucciso nella sua terra.
                                 
C'era poi tutta una simbologia che indicava le modalità della morte. Ad esempio:

Pelle dipinta di giallo con  gocce rosse -  Giovane madre.
                          fiamma gialla                       Torturato a morte
                          macchia nera                       Sgozzato con coltello
                          gocce di sangue                   Bambino piccolo
                          piede rosso.                          Guerriero morto in battaglia

Preda ambita era lo scalpo con capelli intrecciati. Si trattava quasi sempre di una giovane fanciulla vergine prima stuprata e poi uccisa. Andava a ruba tra i collezionisti, per il macabro connubio 
erotismo - morte.   

 

 

Intorno al 1830 la raccolta degli scalpi era divenuta un vero e proprio lavoro,  a cui prendevano parte non solo uomini rozzi e brutali ma anche Lord, medici e notabili del paese, per i quali la caccia all'Indiano era un piacevole passatempo da riservarsi nei giorni di festa.  L'idea collettiva era che gli Indiani, esattamente come i Negri, fossero poco più che animali, ineducabili e ingestibili. Ed esattamente come si faceva con bisonti, cervi e selvaggina le cui teste imbalsamate decoravano le illustri magioni, così gli scalpi dei Nativi facevano bella mostra di se nelle riunioni eleganti.
Il cacciatore di scalpi più famoso, che prendeva commissioni direttamente dallo Stato del Messico, fu James Kirker  che rimase in fulgida attività per ben trent'anni e le cui quotazioni intorno al 1870 erano di  1500 dollari a scalpo. Ma ce ne furono molti altri , che la stampa e l'opinione pubblica salutarono come " eroi " e " redentori della comunità ", tipo  Charles Ames, John Johnson e William  Knightl   , quest'ultimo anche medico.

 

 


In seguito la pratica dello scalpo fu letteralmente " insegnata "  ai soldati dell'Esercito Americano   che se ne servirono allegramente non solo per servire la Madre Patria ma, particolarmente, per interessi privati. I soldati impararono così bene la lezione da mandare addirittura in bancarotta le Autorità locali, come possiamo evincere da  un articolo dell' Shasta Herald del maggio 1861, che parla espressamente di una " colletta indetta dagli abitanti  di Marysville per pagare le ricompense promesse e mai pagate ai volontari dell'Esercito  " per gli scalpi presi  in un'azione dimostrativa in Mill Creek .
Con tutto ciò non voglio santificare gli Indiani che, come tutti i popoli dell'epoca, avevano doti e virtù. Molte tribù erano dichiaratemente selvagge, violente e indugiavano con frequenza a ratti, saccheggi e omicidi  nei confronti dei loro vicini. Tuttavia anche l'azione di guerra più cruenta aveva una giustificazione esistenziale, poichè per il Nativo l'uccisione del nemico non era un atto onorevole. 
In moltissime battaglie con scontro diretto vincitori erano coloro che riuscivano a toccare con un bastone il capo avversario senza nel contempo rimanere feriti. Quando ciò avveniva lo scontro cessava magicamente e il nemico, vinto umiliato e spogliato  di tutti i suoi beni, tornava a casa con le pive nel sacco e non gli restava altro da fare che tentare di sopravvivere.  
Per alcune tribù invece,  come gli Uroni e gli Apache, l'uccisione dei nemici in battaglia era un fatto inevitabile. Quando ciò accadeva donne e bambini venivano automaticamente " inglobati " nella propria tribù dove , appresi i nuovi usi, passavano automaticamente dal rango di schiavi a quello di membri della comunità. Il concetto di 
" razza ", " potere " " denaro " non erano  presenti nella loro cultura e i loro codici di comportamento   si basavano su concetti come 
" socialità ", " diversità ",  " rispetto " nei confronti dei propri simili anche se non appartenenti alla propria tribù.
L'idea dello scalpo come atto di disprezzo o, peggio, come arma di offesa non gli apparteneva . Eppure  questa fu una delle strategie vincenti che vennero  utilizzate contro di loro per sterminarli.
In nome della civiltà, chiaramente.

 

 

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